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Le vestigia della Grande Guerra a Colvere

Un viaggio nella storia lungo trincee, muri a secco e resti di fortificazioni che costituivano le linee difensive e di confine, alla volta di uno dei più antichi rifugi della Val di Fassa.

La Rezila fu uno dei primi insediamenti ladini della Val di Fassa. La prima comunità mise radici nel 1700 quando tutto era bosco di larici che ne diedero, appunto, il nome. Il percorso che dai prati di Ronchi ti porta ad attraversare i pascoli di Colvere fino al rifugio è una linea tortuosa di ripidi ma brevi muri di salite, tornanti a ridosso di torrenti, abeti secolari e gradoni di pietra che durante la Grande Guerra disegnavano le linee di difesa italo-austriache. Molti sono i nomi rimasti a ricordo di quel periodo, come il sentiero "Le Tenebre" e il "Pont de la mericana" sul Rif de Sèn Pelegrin da dove partiva la teleferica "Americana" verso la Forcella di Lusia o del Caserin (Gronton-Laghi di Lusia). Il rifugio che pare funzionasse come ospedale militare dell’Impero austro-ungarico, aperto solo in estate, conserva molte di quelle memorie e di quelle della storia dell’alpinismo avendo espletato il ruolo di ricovero e ristoro fino dal 1800, anche per i primi escursionisti inglesi e tedeschi in cerca di nuove vie.


image from OA
mappa elevation Profile
lunghezza 14.9 km
durata 6.0833333333333 : 05 h
dislivello
salita 690 m
discesa 690 m
punto più alto 1918 m.s.l.m
punto più in basso 1382 m.s.l.m

Come arrivare

Partenza

Ronchi (stazione a valle cabinovia Alpe Lusia)
Coordinate :
latitudine : 46.368436
longitudine : 11.688045

Arrivo

Colvere - Rifugio La Rezila

Direzione da seguire

Escursione con le ciaspole da Ronchi al Rifugio La Rezila

Il percorso collega la località di Ronchi (I Ronc) alla valle di San Pellegrino e all'Alpe Lusia. Partendo alle spalle della cabinovia Lusia, prosegui per circa 700 metri su comoda strada asfaltata, caratterizzata da brevi ma ripidi strappi fino a raggiungere le baite e i prati di Ronchi (I Ronc). Attraversi la strada provinciale del Passo San Pellegrino per arrivare allo spiazzo sulla sinistra dopo il ponte. Continui dritto sulla strada forestale ("Le Tenebre") che corre parallela al torrente Rif de Sèn Pelegrin. Il percorso presenta lunghi tratti pianeggianti o in leggera salita interrotti, ad intervalli regolari, da tre rampe piuttosto erte che non superano però i 200/250 metri di lunghezza. La tempesta Vaia del 2018 ha spazzato una larga porzione di bosco rendendo il tragitto più aperto e soleggiato. Giunto ad un bivio, lasci la strada che prosegue verso Fango per imboccare quella che sale a destra (segnavia n. 625) in direzione di Colvere, alle pendici settentrionali delle cime Lasté e Lusia. Con ampi tornanti ti alzi di quota. Ignori le indicazioni sulla sinistra per la Sforcela de Lujia (sentiero n. 634) ed il Gronton (sentiero n. 634/A). La strada aggira la Costa de le Soic per poi uscire dal bosco e abbassarsi in prossimità dei pascoli di Colvere e della bella baita in legno (ex Malga Colvere) di proprietà del Comune (chiusa). Con comodi tornanti ridiscendi il versante della montagna, alla base della valletta percorsa dal Rif de Poza. Attraversi il ruscello per poi costeggiare una distesa prativa delimitata da uno steccato. Al bivio, mantieni la destra (la strada forestale a sinistra conduce al Passo Lusia), intravedendo fin da subito il Rifugio La Rezila (chiuso). 

Postazioni, tunnel e trincee sono ancora ben visibili nella località di Colvere (visitabili solo in estate).

Rientri lungo lo stesso percorso. Dal Rifugio La Rezila non puoi proseguire verso valle, poiché è vietato attraversare la pista da sci. Non ci sono punti di ristoro lungo l'itinerario. Attenzione a scialpinisti.

Parcheggio

Parcheggi: 

  • alla stazione a valle della cabinovia Ronchi;
  • provenendo da Moena, dopo circa 1 km dagli impianti Lusia, alla partenza della strada forestale "Le Tenebre" (poco prima del ponte sul Rif de Sèn Pelegrin);
  • risalendo la strada provinciale del Passo San Pellegrino, dopo circa 3 km dagli impianti Lusia, spazi limitati a lato della strada. Imboccare quindi la strada forestale sulla destra (segnavia n. 625) che sale a Colvere.

Informazioni slla sivurezza

1. Pianifica preventivamente l’escursione in base alle tue capacità, al meteo, alle caratteristiche e condizioni dell’itinerario e al rischio valanghe.

2. Scegli sempre di effettuare escursioni in compagnia. Possibilmente, affidati ai professionisti della montagna.

3. Assicurati di avere con te abbigliamento e attrezzatura adeguati (scarponcini, ramponcini e bastoni).

4. Comunica a qualcuno itinerario, orario di ritorno ed eventuali varianti.

5. Vai piano, goditi il panorama ed il silenzio.

6. Se sei incerto sulla direzione, torna indietro.

7. Non calpestare le piste da fondo e da discesa.

8. Rispetta l’ambiente che ti circonda, riportando a valle i tuoi rifiuti.

9. Porta anche il tuo amico animale, ma solo al guinzaglio.

10. Aiuta chi è in difficoltà. In caso di reale necessità e per emergenze chiama il 112.

Attrezzatura

I tracciati segnalati vengono battuti principalmente dal passaggio di persone a piedi. Non è previsto un servizio giornaliero di manutenzione, ma solo periodicamente e successivamente a nevicate. Ciò non esclude l’eventuale presenza di tratti ghiacciati e scivolosi, in particolare nelle zone in ombra. Ti consigliamo di prestare sempre la massima attenzione al tipo di fondo e di essere sempre adeguatamente equipaggiato (scarponcini, ramponcini e bastoni). Porta nello zaino l’occorrente per eventuali situazioni di emergenza, assieme ad una minima dotazione di pronto soccorso.


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