fbpx Trekking Cima Larici, Cima Portule, Cima Dodici, Monte Ortigara
Trekking Cima Larici, Cima Portule, Cima Dodici, Monte Ortigara

Trekking Cima Larici, Cima Portule, Cima Dodici, Monte Ortigara

Foto da: foto: Alessandro Ghezzer

Bellissimo trekking che unisce le cime Larici, Portule, e Dodici sulle tracce della Grande Guerra

Escursione di 35 km lungo le Cime della Valsugana sul confine tra il Trentino e il Veneto. Si concatenano le quattro vette principali: Cima Larici m 2038, Portule m 2308, Cima Dodici m 2336 (la più alta della catena) e Ortigara m 2106. L'unica vera difficoltà è la lungheza dell'itinerario. Il trekking percorre la catena di cime che divide la Valsugana a nord con l'Altopiano dei Sette Comuni a sud. Durante la Grande Guerra queste montagne erano considerate strategiche furono teatro di spaventose carneficine, culminate con la Battaglia dell'Ortigara nel giugno del 1917, in cui caddero ben 30.000 soldati. L'immenso e desolato altopiano carsico a sud del Monte Ortigara e di Cima 12, caratterizzato da una infinita distesa di piccole valli, colline, dossi, gole, doline, montagne, boscaglie di mughi, è ricchissimo di reperti bellici. Si possono osservare ovunque trincee, fortificazioni, resti di caserme, gallerie, cippi, strade, cimiteri militari. Questi reperti ed i luoghi in cui gli eserciti erano accampati costituiscono un grandioso museo all'aperto:

  • signal_cellular_alt Difficoltà Difficile
  • straighten lunghezza 30.11 Km
  • schedule durata 10:00 h
  • arrow_drop_up dislivello 1200 m
  • arrow_drop_down discesa 1200 m
  • skip_next punto più alto 2330 m
  • skip_next punto più in basso 1625 m

Periodo consigliato:

gen
feb
mar
apr
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lug
ago
set
ott
nov
dic

Informazioni slla sicurezza:

1) Preparate il vostro itinerario

2) Scegliete un percorso adatto alla vostra preparazione

3) Scegliete equipaggiamento e attrezzatura idonei

4) Consultate I bollettini nivometereologici

5) Partire da soli è più rischioso

6) Lasciate informazioni sul vostro itinerario e sull’orario approssimativo di rientro

7) Non esitate ad affidarvi ad un professionista

8) Fate attenzione alle indicazioni e alla segnaletica che trovate sul percorso

9) Non esitate a tornare sui vostri passi

10) In caso di incidente date l’allarme chiamando il numero breve 112

 

Come immaginerai, la percorribilità degli itinerari in un ambiente montano è strettamente legata alle condizioni contingenti e dipende quindi da fenomeni naturali, cambiamenti ambientali e condizioni meteo. Per questo motivo, le informazioni contenute in questa scheda potrebbero aver subito variazioni. Prima di partire, informati sullo stato del percorso contattando il gestore dei rifugi sul tuo percorso, le guide alpine, i centri visitatori dei parchi naturali e gli uffici turistici.

Partenza

Malga Larici

Coordinate

DD 45.96635 , 11.418338 DMS45° 57' 58.8600'' N 11° 25' 6.0168'' E

Arrivo

Malga Larici

Transito trasporto pubblico

No

Come arrivare

La partenza è da Malga Larici m 1625 (per i trentini, si scollina il Passo Vezzena e si scende per la Val D'Assa fino al bivio per Malga Larici) dove si parcheggia. 

Per chi arriva da Asiago e segue SP 349, passato il confine tra Veneto e Trentino, individuato il bivio per Malga Larici, la si segue fino a raggiungerla. 

Parcheggio

Malga Larici

Direzione da seguire

ANDATA: Partenza Malga Larici, di qui con percorso "libero" fuori sentiero si risale la dorsale nord con bosco rado fino a Cima Larici m 2038 . Ora inizia la traversata vera e propria, seguendo il sentiero 209 che corre sul crinale con vari saliscendi cala leggeremente fino a Porta Renzola m 1949 . Di qui il sentiero diventa 826 e sale il ripido versante nord-occidentale del Portule fino Punta Kempel 2295 , quindi in breve a Cima Portule m 2308, si inizia a intravedere il prossimo obbiettivo: Cima Dodici. Si cala ora facilmente per i prati fuori sentiero a ridosso della cresta nordovest, fino alla Porta Trentina e quindi alla Bocchetta Kempel m 2151 dove si incontra il sentiero 208 . Inizia quindi una lunga traversata in costa, pressoché pianeggiante, fino alla base di Cima Dodici, dove il 208 si biforca. Una breve salita di circa 20-30 minuti sul fianco est su sentiero ripido e ghiainoso, non difficile, permette di arrivare alla cima più alta di tutta la catena e della provincia di Vicenza: Cima Dodici o Cima Ferozzo m 2336. si prosegue il cammino scendendo da Cima Dodici per riprendere il sentiero 208 che compie un'altra lunga traversata in costa per lande desolate e rocce carsiche abbacinanti fino al Bivacco Busa delle Dodese m 2050 . Il bivacco (vedi interno) sorge in una bella radura erbosa pianeggiante, alla confluenza col sentiero 211 che sale dalla ripidissima Val delle Trappole. Arrivando al bivacco il sentiero sembra che si volatilizzi, in realtà prosegue, con numero 206 , a monte del manufatto e sale per circa 100 m di dislivello scollinando per una forcella a sud di Cima Undici. Segue un'altra lunga traversata in costa fino al passo di Castelnuovo e al baratro spaventoso del canalone tra Col del Pra e Monte Castelnuovo. Si prosegue ora, ancora in costa e in leggera discesa, verso il Passo di Val Caldiera a m 2024 . Ancora un ultimo sforzo, si prende il sentiero 839 che conduce in leggera salita sull'ampia e desolata cima dell' Ortigara m 2106 .

RITORNO: La via di rientro in realtà è abbastanza semplice poiché si svolge, tranne la breve parte iniziale su sentiero, interamente per strade militari. Fortunatamente le indicazioni sono sempre presenti e ben segnate da cartelli. Dalla Cima Ortigara si prende dunque il sentiero 839 per la Val Agnella , dove si cala leggermente fino ad un bivio per prendere la diramazione verso ovest, che conduce alla lunghissima strada militare che si snoda per circa 15 km . La strada asseconda le infinite ondulazioni dello sconfinato Altopiano, contrassegnato da innumerevoli "buse", ovvero profondi avvallamenti nel terreno che hanno nomi singolari. Qua e là si aprono pozzi e "abissi", ovvero le grotte, le doline e gli inghiottitoi tipici del terreno carsico: a sudest di Cima della Caldiera esiste l'Abisso di Malga Fossetta, tra i più profondi del Veneto con ben oltre 900 metri di profondità ! Durante il rientro ci sono alcuni punti cruciali a cui prestare attenzione: il primo è il Fontanello del Cuvolin, l'unica sorgente disponibile in tutto il tragitto , peraltro ridotta ad un esile rigagnolo (un'altra fontana è alla Bocchetta di Portule ma spesso è secca). Quindi l'importante Bivio Italia , con poderosi cippi in pietra che segnano la strada intitolata al Kaiser Karl, dove si segue la diramazione ovest, poi i resti del grande accampamento di Campo Gallina , infine il Bivio di Campo Gallina dove finalmente si prende la diramazione che ci porta all'agognata Bocchetta del Portule 1937 (gallerie italiane con postazioni di artiglieria), dove con un'ultima ora abbondante di marcia si rientra finalmente a Malga Larici. Questa fantastica ed epica escursione, specialmente se fatta in un giorno, rimarrà senz’altro scolpita nella memoria. Dislivello almeno 1000 m (per i molti saliscendi), lunghezza 35 km .

 

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[Non è prevista una guida per questo percorso.]

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