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Via Ferrata delle Bocchette Centrali, Dolomiti di Brenta

Spettacolare itinerario altamente panoramico sulle cenge più aeree delle Dolomiti di Brenta: un sogno per gli amanti di vuoto, vertigini, verticalità e superbi panorami.

La via delle Bocchette Centrali conduce nel cuore selvaggio delle Dolomiti di Brenta, al cospetto di cime maestose e suggestive quali la Brenta Alta, il Campanil Basso, l'Alto, la Torre di Brenta e il Crozzòn. L'itinerario è un inno alla verticalità, altamente panoramico e aereo procede sempre in quota (tra i 2500 e i 2800), su cenge che dominano il vuoto sfidando l'esposizione. Forse uno dei percorsi più belli ed emozionanti delle Dolomiti di Brenta, con scorci panoramici ineguagliabili. La percorrenza della ferrata richiede sulle 4 ore ma, nel calcolare i tempi complessivi, è necessario tener conto del lungo avvicinamento e rientro (altre 4-7 ore). L'itinerario può essere percorso sia in senso orario (dal Rif. Alimonta alla Bocca di Brenta), che in senso opposto (dal Rif. Pedrotti alla Bocca di Brenta, al Rif. Alimonta); quest'ultimo presenta migliori condizioni di esposizione alla luce. Il percorso, ben attrezzato con funi metalliche e scalette, è consigliato ad escursionisti esperti ed allenati per via della lunghezza, esposizione e difficoltà tecniche.


image from OA
mappa elevation Profile
lunghezza 3.7 km
durata 4 : 00 h
dislivello
salita 620 m
discesa 750 m
punto più alto 2841 m.s.l.m
punto più in basso 2446 m.s.l.m

Come arrivare

Partenza

Rifugio Alimonta
Coordinate :
latitudine : 46.17385
longitudine : 10.891877

Arrivo

Rifugio Tosa e Pedrotti

Direzione da seguire

Dal Rifugio Alimonta (2580 m) si segue il sentiero 0305 che supera la vedretta degli Armi (dove sono consigliati e spesso necessari i ramponi) e raggiunge la bocca degli Armi (2747 m) dove, sul lato destro della bocca inizia la via ferrata. La bocca degli Armi si trova tra la Cima degli Armi e la Torre di Brenta.

Dalla bocca si sale grazie a gradini, scale e corde fino ad una piccola spalla rocciosa, pochi gradini prima di raggiungere la cima della spalla c'è una piccola, naturale finestra rocciosa che fa da cornice alla vista sul lago di Molveno e la Paganella. Si percorre l'intera spalla e con un passaggio esposto si raggiunge la cengia naturale che taglia la parete nord dellaT orre di Brenta. Seguendo questa cengia, assicurati alle corde metalliche, si raggiunge la parte orientale della Torre di Brenta dove, girando lo spigolo roccioso, si ha accesso ad un panorama mozzafiato: all'improvviso si vedono il Campanile Basso e la Cima Brenta Alta, in lontananza si vede anche il lago di Molveno.

Si prosegue sulla parete est degli Sfulmini, e del Campanile Alto. Uno dei tratti più belli di questa via ferrata è la cengia dedicata a Carla Benini de Stanchina che si trova sulla parete est degli Sfulmini. Questa cengia naturale sembra essere stata scavata nella roccia: ci si trova circondati da roccia sotto i piedi, verso la parete e sopra la testa.

All'inizio della cengia si può godere di una bellissima vista sul Campanile Basso, vale la pena sfruttare l'occasione per scattare una fotografia. Nel 1926 Pino Prati descrivendo il Campanile Basso lo definì come un fantastico obelisco di roccia, la cima più elegante delle Alpi. Ettore Castiglioni nel 1949 scrisse che nessun'altra cima delle Alpi merita il nome di "Campanile" come questa. Essa è infatti staccata da tutte le montagne vicine, alta circa 300 m, con pareti perfette, simmetriche e regolari; solamente sulla sua parete ovest si trova una spalla che precipita per 350 m sopra la Val Brenta. Proseguendo si attraversano alcuni canali e si raggiunge la cengia che incide la parete est del Campanile Alto.

Si raggiungono poi i piedi della Sentinella (una piccola montagna così chiamata da Italo Lunelli e Vittorio Emanuele Fabbro nel 1911 perché si diceva che fosse a guardia del Campanile Basso). Qui si trova una terrazza da cui si gode di uno splendido panorama. Verso destra si vedono il Crozzon di Brenta, la Cima Tosa, il gruppo dell'Adamello e della Presanella, sul lato sinistro si vedono la Val delle Seghe e la Paganella mentre di fronte si vedono gli scalatori sulle pareti del Campanil Basso.

Si scende fino alla Bocchetta del Campanile Basso, dove sulla destra inizia la via normale del Campanile Basso (4° grado), mentre la via ferrata delle Bocchette Centrali si sposta sulla parete nord della Cima Brenta Alta. Si segue la cengia che taglia la parete ed i suoi canali e grazie a scale e corde si sale fino ad un'altra cencia rocciosa che taglia l'intera parete ovest della Cima Brenta Alta. Alcuni tratti di questa cengia sono attrezzati con ponticelli di legno e ad un certo punto si trova una piccola fonte di acqua che esce dalla parete. Si scende poi fino a raggiungere la fine delle Bocchette Centrali, che si trova all'incirca 50 m sotto la Bocca di Brenta (2553 m).

Qui ci sono due possibilità: scendere lungo il sentiero 0318 fino al Rifugio Brentei (2182 m) o raggiungere la Bocca di Brenta percorrendo parte della vedretta, dove bisogna fare attenzione a neve e ghiaccio, per poi proseguire dalla parte opposta della bocca dove si trova il Rifugio Tosa e Pedrotti (2491 m) che si raggiunge in pochi minuti.

Parcheggio

Ampio parcheggio a pagamento in Vallesinella soggetto a mobilità limitata (consulta online gli orari e tariffe della mobilità estiva).

Informazioni slla sivurezza

Vie d'uscita: nessuna. Integrare l'ordinaria attrezzatura con picozze e ramponi se il tracciato presentasse ancora tratti ghiacciati/innevati. Partire presto e portarsi da bere.

Come immaginerai, la percorribilità degli itinerari in un ambiente montano è strettamente legata alle condizioni contingenti e dipende quindi da fenomeni naturali, cambiamenti ambientali e condizioni meteo. Per questo motivo, le informazioni contenute in questa scheda potrebbero aver subito variazioni. Prima di partire, informati sullo stato del percorso contattando il gestore dei rifugi sul tuo percorso, le guide alpine, i centri visitatori dei parchi naturali e gli uffici turistici.

Attrezzatura

Attrezzatura necessaria:

  • consueto abbigliamento tecnico da montagna
  • scarponi con suola vibram o simili
  • set da ferrata
  • imbrago
  • caschetto
  • guanti da ferrata
  • picozza e ramponi (ove necessario)
  • uno spezzone di corda (consigliato)

 

 


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