fbpx I Ghiacciai dell’Ortles-Cevedale
I Ghiacciai dell’Ortles-Cevedale

I Ghiacciai dell’Ortles-Cevedale

Foto da: Ph Guide Alpine Val di Sole

6 giornate alpinistiche per raggiungere ogni giorno con corda e ramponi una vetta al di sopra dei 3.000 m, con base in accoglienti rifugi alpini.

Un trekking tra le vette dell’Ortles-Cevedale nel Parco dello Stelvio. Dalla Val Saènt al Monte Cevedale fino all’imponente ghiacciaio dei Forni. Itinerario lungo l’antico confine tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico che fino al 1918 fu teatro delle più epiche battaglie della Prima Guerra Mondiale.

  • signal_cellular_alt Difficoltà Difficile
  • straighten lunghezza 48.87 Km
  • schedule durata 1:33 h
  • arrow_drop_up dislivello 5192 m
  • arrow_drop_down discesa 4495 m
  • skip_next punto più alto 3719 m
  • skip_next punto più in basso 1598 m

Periodo consigliato:

gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Informazioni slla sicurezza:

Itinerario alpinistico che necessita di esperienza in alta quota. Sono richieste conoscenze base sull'utilizzo di materiale alpinistico come ramponi e piccozza.
Per affrontare un’escursione in montagna ti suggeriamo di:

  • scegliere un percorso adatto alla tua preparazione. In caso di dubbi, contatta le Guide Alpine o i nostri Uffici Informazione 
  • preparare la tua escursione: controlla le previsioni meteo, il percorso che seguirai e gli orari degli impianti di risalita, se il tuo itinerario ne prevede l'uso. Ricorda che la percorribilità degli itinerari in un ambiente montano è strettamente legata alle condizioni contingenti e dipende quindi da fenomeni naturali, cambiamenti ambientali e condizioni meteo. Per questo informati bene sul percorso e sulle sue condizioni prima di partire
  • lasciare informazioni sul tuo itinerario, sull’orario approssimativo di rientro e portare con te il cellulare
  • fare attenzione alle indicazioni e alla segnaletica che trovi sul percorso: cartelli del Parco dello Stelvio, cartelli SAT bianchi e rossi e pennellate di color rosso e bianco su pietre o alberi
  • dare l’allarme chiamando il 112, in caso di incidente
  • prenotare in anticipo la malga o il rifugio presso i quali intendi sostare per mangiare o dormire
  • non abbandonare mai i rifiuti in quota e, se possibile, evita di lasciarli presso i rifugi o le malghe che visiterai
  • se lungo il percorso avvisti degli animali selvatici, ti invitiamo a rimanere sul sentiero che stai percorrendo, non avvicinarti troppo, non gridare e tenere il tuo cane al guinzaglio, per evitare che per istinto li rincorra, spaventandoli

Le informazioni contenute in questo scheda sono soggette ad immancabili variazioni, nessuna indicazione ha quindi valore assoluto. Non è possibile evitare del tutto inesattezze o imprecisioni, in considerazione della rapidità dei cambiamenti ambientali o meteorologici che possono verificarsi. In questo senso decliniamo ogni responsabilità per eventuali cambiamenti subiti dall’utente. Si consiglia, comunque, di accertarsi, prima di effettuare un’escursione, sullo stato dei luoghi e sulle condizioni ambientali o meteorologiche.

Come immaginerai, la percorribilità degli itinerari in un ambiente montano è strettamente legata alle condizioni contingenti e dipende quindi da fenomeni naturali, cambiamenti ambientali e condizioni meteo. Per questo motivo, le informazioni contenute in questa scheda potrebbero aver subito variazioni. Prima di partire, informati sullo stato del percorso contattando il gestore dei rifugi sul tuo percorso, le guide alpine, i centri visitatori dei parchi naturali e gli uffici turistici.

 

REGOLE ANTI COVID-19:

  • l’uso della mascherina va rispettato anche in montagna
  • mantieni la distanza di sicurezza di almeno 2 metri dalle persone
  • evita lo scambio di effetti personali, strumenti e borracce o bottiglie con le altre persone
  • porta con te del gel igienizzante, per disinfettare con frequenza mani e superfici

Partenza

Parcheggio Coler Rabbi

Coordinate

DD 46.432913 , 10.767832 DMS46° 25' 58.4868'' N 10° 46' 4.1952'' E

Arrivo

Trekking tra le vette del gruppo Ortles-Cevedale

Transito trasporto pubblico

Fino a Trento con la ferrovia Verona-Brennero, e da qui con la ferrovia Trento-Malé-Mezzana fino in Val di Sole, collegata con pullman di linea a tutti i paesi. Per info sugli orari visita la pagina www.valdisole.net/IT/Trasporti-Pubblici.

Come arrivare

DA BOLOGNA-VERONA E DAL BRENNERO
prendere l'Autostrada A22 del Brennero, uscita Trento Nord, per chi proviene da Sud. Uscita S. Michele all’Adige per chi proviene da Nord. Si prosegue poi in direzione Cles, Val di Non, Val di Sole fino in Val di Rabbi.

DA BERGAMO-BRESCIA
procedere lungo la SS42 in direzione Passo Tonale, poi seguire le indicazioni per Malè e la Val di Rabbi.

Attraversare tutta la Val di Rabbi. Proseguire dopo Bagni di Rabbi in direzione località Coler (raggiungibile in auto o con pulmini 16 posti). In estate, dal parcheggio parte un bus navetta del Parco che porta fino alla Malga Stablasolo.Per informazioni su costi e orari del servizio rivolgiti al Centro Visitatori Rabbi del Parco Nazionale dello Stelvio (Tel. 0463 909774 - cvrabbi@stelviopark.it).

Parcheggio

Parcheggio Coler (4 km da Piazzola di Rabbi)

Direzione da seguire

1° GIORNO: RIFUGIO SAÈNT «S. DORIGONI»
EE - Escursionisti Esperti
Punto di partenza dal parcheggio in località Coler in Val di Rabbi. Il parcheggio si può raggiungere in auto o con pulmini fino a 16 posti. Da qui parte un bus navetta (a pagamento) che arriva alla Malga Stablasolo (1.529 m, risparmiando circa 30 minuti di cammino). Con sentiero SAT 106 si sale al Dosso della Croce (1.796 m), quindi al Prà di Saènt con la sua caratteristica malga. Si prosegue fino a Malga Vecla dove il «Sentiero degli Alpinisti» porta alla Palina (2.100 m). Costeggiando il versante sinistro del Torrente Rabbies, attraverso un paesaggio ricco di rododendri e marmotte, si arriva al Rifugio Saènt «S. Dorigoni» (2.436 m).

2° GIORNO: CIMA STERNAI
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Dal Rifugio Saènt «S. Dorigoni» (2.436 m) si sale con sentiero SAT 101 al primo Lago Sternai, da cui partono gli ometti di pietra che segnano il giro dei Laghi Sternai. Arrivati in prossimità del bivio indicato con tabelle in legno di larice (quota 2.700 m), si prosegue lungo un percorso sempre indicato da ometti di pietra fino ad arrivare alla Cima Sternai (3.443 m). La Vedretta di Sternai, specialmente dopo fine luglio, richiede sempre l'uso dei ramponi. Indispensabili sono quindi corda e imbragatura per assicurarsi agli ancoraggi con moschettoni già fissati sulla roccia.

3° GIORNO: RIFUGIO CEVEDALE «G. LARCHER»
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Dal Rifugio Saènt «S. Dorigoni», seguendo il sentiero SAT 101 prima e il sentiero SAT 104 in prossimità di un bivio vicino al ponte, si arriva alla Bocca di Saènt (3.121 m), dove è stato posizionato un palo di larice alto 4 m che serve per l'orientamento in caso di nebbia. Da qui si apre lo spettacolare panorama della Vedretta del Careser, delle Cime Venezie e della Cima Rossa. La traversata che porta al Rifugio Cevedale è il naturale collegamento tra l'alta Val di Peio (Val de la Mare) e l'alta Val di Rabbi (Val di Saènt). A causa del rapido ritiro del Ghiacciaio del Careser è stato tracciato un nuovo itinerario che lo attraversa nell'area più orientale. Il tratto su ghiacciaio è lungo circa 1 km e non è ripido da rischiare di scivolare. Dalla Bocca di Saènt si attraversa in piano tenendosi circa 500 m a destra (nord) dalla cresta rocciosa che collega la Cima Careser alla Cima Campisol e, camminando sempre in senso parallelo a questa dorsale, si arriva alla fine del ghiacciaio dove si si incontra un grande palo di legno uguale a quello posto alla Bocca di Saent. Da qui parte di nuovo il sentiero SAT 104 marcato con segni bianchi e rossi che conduce fino al Rifugio Cevedale «G. Larcher» (2.608 m).
Durante l'attraversata si gode del miglior panorama sulla cresta che va dal Monte Vioz al Monte Cevedale ed è possibile rendersi conto dell'azione svolta dai ghiacciaio in passato e del loro significato a livello ambientale e climatico. Si consiglia la percorrenza in condizioni di buona visibilità e con un discreto allenamento sui percorsi in quota. In caso di nevicate recenti la salita alla Bocca di Saènt e l'attraversamento del ghiacciaio diventano difficili anche per l'assenza di tracce. I bastoncini sono molto utili. L'uso di corda e ramponi, se si segue il percorso indicato, non è di norma necessario. È raccomandabile informarsi sulle condizioni del ghiacciaio presso il Rifugio Dorigoni o il Rifugio Larcher.
Dalla Bocca di Saènt è possibile allungare l’itinerario di giornata con l’ascensione alla Cima Rossa: per raggiungere la vetta si attraversa in piano verso ovest il ghiacciaio alla base della cresta rocciosa e poi per un pendio detritico si raggiunge la cresta che porta alla Cima Rossa di Saènt (3.347 m). Si consiglia la percorrenza in condizioni di terreno asciutto. Porre attenzione nel camminare sui massi detritici che dalla Vedretta del Careser portano alla cima. Per stesso itinerario si torna alla Bocca di Saènt (3.121 m) da dove si riprende la traversata che porta fino al Rifugio Cevedale.

4° GIORNO: MONTE CEVEDALE
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Dal Rifugio Cevedale «G. Larcher» si segue il sentiero SAT 103 in leggera discesa fino ad un bivio con segnaletica indicante «Percorso dei ghiacciai». Si prende quindi il sentiero dei ghiacciai che sale lungo una morena fino ad arrivare al ghiacciaio De la Mare. Ora, prestando attenzione ai numerosi crepacci, il percorso si snoda in direzione del Monte Rosole, appena prima di questo si segue sulla destra la dorsale ghiacciata che conduce direttamente alla croce di vetta del Monte Cevedale (3.679 m). Per ritornare al Rifugio Larcher si segue lo stesso itinerario di salita.

5° GIORNO: MONTE VIOZ E RIFUGIO VIOZ MANTOVA
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Dal Rifugio Cevedale «G. Larcher» si segue il sentiero SAT 103 in leggera discesa fino ad un bivio con segnaletica indicante «Percorso dei ghiacciai», si prende il sentiero dei ghiacciai che sale lungo una morena fino ad arrivare al ghiacciaio De la Mare. Ora si segue il ghiacciaio in direzione del Col de la Mare dove poco prima del passo si piega a sinistra superando un primo tratto ripido si segue la cresta che porta al Palon de la Mare (3.703 m). In discesa si segue la cresta prima nevosa e poi rocciosa che porta al Passo della Vedretta Rossa (3.403 m), quindi in salita sul Ghiacciaio dei Forni si raggiunge il Monte Vioz (3.645 m) da dove si scende al Rifugio Vioz Mantova (3.535 m).

6° GIORNO: PUNTA LINKE
EEA - Escursionisti Esperti
Dal Rifugio Vioz Mantova si sale al Monte Vioz e da qui si attraversa un breve tratto del Ghiacciaio dei Forni fino alla Punta Linke (3.631 m) dove è posto il più alto sito archeologico riguardante la Prima Guerra Mondiale. Rientrati al rifugio, si scende seguendo il sentiero SAT 105 e nella parte finale si devia sul sentiero SAT 139 fino al Rifugio Doss dei Gembri (2.380 m). Da qui prima con seggiovia e poi con telecabina si giunge a Peio Terme (1.383 m).

Attrezzatura

Trekking alpinistico solo per escursionisti esperti dotati di casco, imbrago, ramponi e piccozza. Abbigliamento impermeabile, leggero e caldo (si consiglia un primo strato, a contatto con la pelle, in polipropilene, un secondo strato isolante in pile o lana ed un terzo strato impermeabile come giacca a vento in nylon o goretex, pantaloni lunghi), scarponi (evitare le scarpe da ginnastica), guanti, berretto, abbigliamento minimo di ricambio, zaino e borraccia, crema e occhiali da sole, sacco lenzuolo personale.

Non dimenticare macchina fotografica o cellulare per immortalare i panorami e gli scorci che più ti piacciono. Se poi ti va, puoi condividerli sui social usando #visitvaldisole e #spazioaltuotempo.

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[Non è prevista una guida per questo percorso.]

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